La Nostra Voce per la Polizia Locale di Genova Non Può Essere Ignorata
Indice
Cari colleghi della Polizia Locale di Genova,
Mi rivolgo a voi oggi con un senso di crescente preoccupazione. Nonostante i nostri ripetuti tentativi di aprire un dialogo costruttivo con l’Amministrazione comunale, dobbiamo purtroppo constatare una persistente mancanza di riscontro alle nostre istanze.
Richieste Pregresse e Silenzio Amministrativo
Come ricorderete, questa organizzazione sindacale ha già inviato due precedenti comunicazioni (https://www.cseliguria.org/larma-dordinanza-tra-obblighi-e-diritti) e (https://www.cseliguria.org/ancora-sullobbligo-di-portare-larma-fuori-servizio-e-i-disagi-che-comporta) nelle quali abbiamo sollevato questioni cruciali per il vostro benessere psicofisico e la qualità della vita lavorativa. Tra i temi centrali, abbiamo posto l’attenzione su:
- La natura dell’obbligo di custodia domiciliare dell’arma di ordinanza al termine del servizio. Questa prassi è disciplinata dal Regolamento Speciale sull’armamento della Polizia Locale di Genova, in attuazione del D.M. 4 marzo 1987, n. 145.
- La inaccettabile disparità di trattamento che si verifica in occasione della fruizione dei permessi medici previsti dall’art. 35 del CCNL Funzioni Locali 21.5.2018.
Abbiamo evidenziato come l’attuale prassi, spesso basata sull’interpretazione del D.M. 4 marzo 1987, n. 145 e del Regolamento Speciale sull’armamento della Polizia Locale di Genova, costringa gli agenti a custodire l’arma presso il proprio domicilio al di fuori dell’orario di servizio. Questa situazione genera limitazioni alla libertà personale, responsabilità aggiuntive e un ingiustificato dispendio di tempo per il trasporto dell’arma.
Parallelamente, abbiamo sottolineato la discriminazione indiretta che subite quando dovete fruire dei permessi per visite mediche, terapie o esami diagnostici. A differenza degli altri dipendenti comunali, la presunta impossibilità di depositare l’arma in armeria per brevi periodi vi costringe a effettuare un duplice passaggio aggiuntivo presso la vostra abitazione, sottraendo tempo prezioso alle ore di permesso medico effettivamente disponibili per la cura della vostra salute.
La Terza Lettera: Un Rinnovato Appello al Dialogo
Di fronte a questo silenzio, abbiamo ritenuto necessario inviare una terza lettera di sensibilizzazione, che potete leggere integralmente nella precedente risposta. In questa comunicazione, abbiamo voluto mantenere un tono deciso ma al contempo fortemente collaborativo e comprensivo. Abbiamo ribadito la nostra ferma volontà di instaurare un dialogo costruttivo con l’Amministrazione, riconoscendo la complessità di alcune questioni e offrendo la nostra piena disponibilità a partecipare attivamente a un tavolo tecnico dedicato all’approfondimento delle tematiche in sospeso.
Il nostro obiettivo primario rimane quello di garantire la parità di trattamento tra tutti i dipendenti del Comune di Genova e di assicurare che le specificità del vostro delicato servizio armato non si traducano in ingiustificati svantaggi nell’esercizio di diritti fondamentali come quello alla salute. Abbiamo formalmente chiesto che venga ripristinata o definita una procedura chiara che consenta agli operatori di Polizia Locale di depositare l’arma di ordinanza presso l’armeria del Corpo anche in occasione di brevi permessi medici.
Un Futuro Insieme: Attesa di un Riscontro Costruttivo
Non possiamo accettare che le nostre legittime richieste rimangano inascoltate. Il vostro impegno quotidiano per la sicurezza della città merita rispetto e attenzione. Continueremo a far sentire la nostra voce con determinazione, nella speranza che l’Amministrazione comunale accolga finalmente il nostro sollecito urgente di riscontro e la nostra rinnovata richiesta di un confronto proficuo.
Restiamo uniti e vigili.
Claudio dott. Mascella Segretario